Vendere vino online in Europa: una corsa ad ostacoli, ma possibile!

27 mag 20

Vendere vino, birra e alcolici in generale all’estero ai propri clienti privati è da sempre un problema a causa dei numerosi ostacoli fiscali. La situazione legislativa è così intricata che spesso le cantine rinunciano a questo tipo di vendita, in quanto gli oneri tributari che entrano in gioco rendono troppo oneroso l’acquisto del vino.

Credendo da sempre nella potenzialità del cliente privato, in Italia e all’estero, abbiamo deciso di addentrarci in questo labirinto per dare alla luce un nuovo progetto in grado di andare a semplificare, tramite una solida rete di accordi e collaborazioni, la vendita online di Vino e Alcolici in tutta Europa.

Proviamo tramite una panoramica semplificata e riassuntiva a fare un po’ di chiarezza su tutti gli aspetti che la vendita all’estero verso privati deve tener conto.

La tassazione su vino e alcol

In particolare quando si tratta di vendita di bevande alcoliche a privati all’estero entrano in gioco:

  • L’imposta sul valore aggiunto (IVA)
  • Le accise sui prodotti alcolici
  • I contributi ambientali sugli imballaggi

Queste imposte nelle vendite online verso i consumatori privati europei sono sempre dovuti nello Stato UE di destinazione dei prodotti.

Il pagamento dell’IVA

Sebbene l’imposta sul valore aggiunto sia un tributo armonizzato a livello Europeo, ovvero le normative dei singoli paesi sono tra loro coordinate, per la vendita a distanza di prodotti con accisa si entra in una normativa differente rispetto alle norme IVA di molti altri prodotti.

Nel caso della vendita di bevande alcoliche infatti questa imposta sarà sempre dovuta nello stato UE di destinazione dei prodotti fin dalla prima vendita, senza alcuna soglia di volume d’affari annuo, come invece accade ai prodotti senza accisa.

Nell’ambito E-commerce è il venditore ad occuparsi della spedizione. Ne consegue che vendendo a clienti tedeschi, francesi, olandesi, l’IVA andrà nel paese di destinazione, pertanto il venditore deve subito identificarsi in questi paesi.

Per identificarsi ai fini IVA bisogna ottenere il rilascio di una partita IVA nei vari paesi europei in cui si vende la propri merce.

 

Le accise sui prodotti alcolici

Il quadro attuale europeo delle accise ha lo scopo di affrontare il commercio tra i paesi in ambito B2B, ma diventa un vero e proprio ostacolo nelle vendite B2C.

Se già la regolamentazione relativa all’IVA non ci risparmi da complessità, la normativa europea sulle accise scoraggia seriamente le vendite all’interno dell’Unione europea di prodotti alcolici ai clienti privati.

In questo campo l’armonizzazione è solo parziale e molti paesi mostrano ancora differenze. Come per l’IVA anche le accise vanno sempre versate nei paesi di destinazione, sarà pertanto necessario trovare dei rappresentanti fiscali (diversi dai rappresentanti fiscali IVA) in ognuno dei paesi nei quali si vende.

Ogni paese inoltre è libero di applicare aliquote diverse sui prodotti: se ad esempio in Italia tutti i vini sono classificati allo 0%, in Germania invece lo sono solo i vini fermi, mentre gli spumanti sono soggetti ad accise.

 

I Contributi ambientali sugli imballaggi

Non bisogna infine scordarsi che vendere tramite E-commerce implica anche l’assolvimento di contributi ambientali sugli imballaggi da parte del venditore allo stato di destinazione della merce.

Molti stati europei impongono di versare un contributo (“green dot”) sugli imballaggi che sono introdotti nel loro territorio, anche da imprese non residenti, inclusi gli E-commerce. Sarà quindi necessario a tal fine registrarsi con l’ente competente nello Stato estero di destinazione.

Per questo il nostro consiglio se si vuole intraprendere questa strada è quello di utilizzare il più possibile prodotti green come carta e cartone, in quanto gli stati europei adottano una tassazione di smaltimento altamente penalizzante per chi utilizza ad esempio le classiche cantinette in polistirolo.

 

Uno scenario scoraggiante ma in cambiamento

Alla luce di quanto appena visto inutile dire che l’attuale scenario disincentiva le vendite online di prodotti alcolici.

Sebbene esistano varie prospettive e possibili riforme sul piatto che sembrano andare verso un’agevolazione sia per quanto riguarda la gestione dell’Iva sia per quanto riguarda le accise (probabilmente dal 1° Gennaio  2021), la situazione resta ancora estremamente complicata.

Proprio per questo motivo Geppa.it ha deciso di addentrarsi in questo labirinto burocratico e sbarcare in Europa: abbiamo costruito una fitta rete di accordi e collaborazioni con i principali depositi fiscali in tutta Europa al fine di regolarizzare l’accisa negli stati di destinazione e il versamento dell’Iva corrispondente, senza alcuna incombenza burocratica per le cantine.

Il nostro sogno è ora pronto per diventare realtà: rendere per tutti i produttori, dalla piccola cantina alla grande impresa, semplice ed immediato soddisfare le richieste dei sempre crescenti consumatori privati esteri.

Vuoi iniziare a vendere ai tuoi clienti privati in Europa? Grazie al progetto di Geppa.it i clienti europei compreranno con facilità dal sito e-commerce dedicato e riceveranno il vino in pochi giorni. La tua cantina potrà sfruttare le potenzialità dei nostri accordi con gli spedizionieri internazionali, che sono il risultato della solidità del nostro progetto.

Richiedi ora informazioni al nostro team.